Politica e Social network: CI CONTO!

Ebbene sì, quando la cervella gemella chiama io rispondo.

Non posso non dire la mia, soprattutto, quando se ne parla di persona, se ne discute a telefono, poi in chat, poi per e-mail e poi, lei alla fine, ti chiama in causa a discuterne sul blog. Non ci sono via di fuga: devo parlarne ops… scriverne.

L’arrivo delle elezioni in un comune fino a qualche anno fa significava  vedere spuntare insieme alla primavera, tra un fiore di ciliegio e uno di pesco, i primi: manifesti, volantini, auto ricoperte da manifesti, qualche megafono,  il comizio in piazza e al massimo la visita a casa.

Ora invece con i tempi che ci rincorrono, le campagne elettorali prima di partire sono diventate campagne di lanci di prodotti. Quali direte voi? I politici.

Sarà perchè i colleghi comunicatori e pubblicitari amano rivestirli di nuovo come facevano le nostre mamme a Pasqua ( la domenica tutti col  vestitino nuovo)  che pure loro vengono rivestiti con i claim ( slogan o messaggio chiamatelo come volete) di tendenza.
I termini si somigliano tutti: nuovo, importante, diverso, prima di tutto, innanzitutto, tagliamo, eliminiamo, ecc.


 E se fossero solo i 6*3 che ci invadono gli occhi durante i tragitti quotidiani staremo a posto, ma come dice Barbara Ruggero, esperta e studiosa sul tema, che affronta sapientemente l’argomento sul suo blog  – politica e social media come comportarsi –, qui ci sarebbe bisogno di definire una volta per tutte la netiquette, ovvero delle buone maniere anche sul web e specie sui social.

Voi direte ma che c’entra?
Ma pure sul web esistono regole, siamo in tanti e bisogna saperci stare come si sta nella vita normale; fatemi capire ma a casa vostra, a tavola, con gli altri commensali, bevete a cannola dalla bottiglia del vino o dell’acqua? Praticate il rutto libero? O in strada  urlate a più non posso e aggiungo ripetete costantemente la stessa cosa come un disco rotto?

No?

E allora mi chiedo perchè mi inviti a cliccare mi piace al tuo candidato sindaco, alla tua candidatura quando abito a 15 chilometri di distanza?
Come ti voto? Lo sdoppiamento di residenza ancora non esiste in Italia, facciamocene una ragione.
Perchè ci inondate di pagine fan, pagine di lista e foto del candidato in tutte le salse, da quando si è sposato a quando gira in strada tra le persone?

Non è che ogni volte che credi di aver detto qualcosa di interessante dobbiamo cliccare mi piace, e se non lo facciamo, tu condividi la stessa frase per tutta la giornata.
E se sono riuscito a schivare i tuoi colpi bassi col mi piace, tu mi tempesti di messaggi privati e come dice la Ruggiero, mi inviti all’apertura della campagna, all’incontro per strada, al mercato, all’angolo, a destra e sinistra oppure ci proponi la sua intervista, l’articolo sul web, di nuovo l’intervista stavolta cartacea però e poi la sua voce suadente per radio.

La cosa peggiore è essere taggati, come a Natale a Pasqua e alla Festa delle Donne, nel logo della lista, che tu ti chiedi: “Ma se arrivano a cento gli danno il palco gratis per il comizio?” No perchè se  è così, voglio farmi il giro sul palco però, per il gusto di vedere la gente sotto.

Ho l’impressione che a un certo punto la folla si perde in mezzo alle parole e lo stesso accade al candidato che parla, parla, parla.

Alla fine ne usciamo sfiniti prima ancora di cominciare.

Precisiamo la campagna elettorale non si fa sui social o almeno non tutto là ed il motivo è semplice.
Ci sono fior fiore di studi, negli anni scorsi, che dimostrano che quanto si esprime sui social non è santa verità, anzi spesso viene smentita.

Quindi scendiamo a patti:

  • nu me taggà,
  • condividi la foto con un bel proposito tipo: ti giuro che faccio un percorso per andare a correre la sera senza che ti investano ( a me è capitato. Cosa? Essere investita di sera),
  • invitami all’evento di un confronto dove all’ordine del giorno mi raccontate, senza litigare, come migliorare il nostro paese,
  • non fare morire i profili e le pagine e gli account twitter e aggiungo anche il profilo google plus (per gli innovatori politici della rete), abbandonati come un paese il giorno dopo una catastrofe ambientale, soprattutto se hai perso, semplicemente perchè forse ti ho votato e dato fiducia per il tempo per cui ti avrei voluto vedere lavorare come consigliere ( 5 anni e non 2 mesi di campagna)
  • ultimo salutami per strada, accetto anche il saluto alla Regina Elisabetta, braccino sù e mano che ruota a 180°, puoi farcela.

Fallo sempre, anche quando la battaglia è finita, CI CONTO. 🙂

 

Maria

Lascia un commento