Provi ancora qualcosa per lui?

La domanda che tutte vi fate, ma perchè no anche voi uomini; fatto sta che io sono femmina e quindi mi rivolgo all’universo femminile.

Allora tu conosci lui, un lui qualunque: un uomo, o presumi che sia tale.
Qualche chiacchiera, l’invito ad un caffè e due battute. Insomma siamo nel pieno della normalità, soprattutto quando lo conosci per lavoro. Partono le telefonate, la frase classica: “Posso mandarti un whatsapp?” E tu annuisci, in fondo è tutto per lavoro, anche se non ti spieghi quei sorrisi così accesi.

L’unica cosa che riesci a dire a te stessa è: “Siamo nel 2016, stiamo lavorando lui non ci prova, è la normalità! Sono proprio all’antica.” In quel momento esatto inizia un mantra nella vostra testa, un mantra che ripetete stile rosario e ogni volta che lo vedete, lo attivate.
Siete donne del terzo millennio, il principe azzurro appartiene alle favole e voi lì, nelle favole, non avete obbligo di credere.
Intanto lui continua a spedirvi messaggi, dall’alba al tramonto alla notte piena: simpatico, allegro, divertente; sempre sul pezzo. Insomma vi diventa simpatico e mentre ciò accade, la palude dove vi eravate affacciate, ora quella palude là, vi è arrivata alle caviglie.

La domanda è: “Continuo o mi fermo qui?”

Ma sì continuo, in fondo lui mi piace, io sì gli piaccio e andiamo avanti, in fondo siamo donne del terzo millennio: amm’ capi dove vuole arrivare!

E mentre state là, col ditino a guardare il vostro smartphone vi accorgete che il nostro “uomo” si spara una bellissima foto “romantica” con la sua fidanzata.

Conto circuito. Sono dieci minuti di conto circuito, allora veramente non avevate capito niente; eravate colleghi, siete colleghi e i colleghi si sa si scrivono a tutte le ore, vi riempiono di complimenti e stanno sempre ad offrirvi i caffè; siete voi che abitate nel terzo millennio, ma di colpo vi siete retrocesse alla terza categoria degli under 14. Non avete capito niente.

Intanto l’acqua è arrivata alle gambe e nella palude è scesa anche la nebbia e ora dove si và?

Passano i giorni con i piedi nell’acqua, intanto vi viene l’artrite e le vostre dita rispondono ai messaggi carini del collega, sant’uomo, con laconici “si ” “no” “vedrò”. Lui non si spiega tutto questo silenzio; voi sempre allegre, solari e sorridenti e alla fine getta la maschera e  si mostra: “Tu mi piaci!”

In quel momento la palude prende le sembianze di una spiaggia; ma in meno di un secondo l’acqua arriva ai fianchi e le zanzare fanno la spesa sul resto del corpo.

Intanto gli ricordate anzi gli comunicate che lui è fidanzato. In quel momento potrebbe arrivare anche un uragano forza dieci perché lui, l’uomo, non si muove di una virgola.

Alza le spalle e vi dice di non amarla, lui ama lei, cioè voi ma anche un po’ lei, perché per voi prova una cosa che non ha mai sentito prima, che è nuova, è diverso, è particolare, si sente vivo.

L’acqua continua a salire, voi siete decise: uno spiraglio si è aperto nella palude, vi girate e cominciate a fare marcia indietro.

Lei, lui, lei;
Iss, ess e a’malamente cioè: voi.

No non si può, la donna del terzo millenio piglia la barca e se ne và, palude o non palude.
Intanto Iss parte con una serie di messaggi sull’amore, di pentimento, di confusione dalla sera alla mattina, con relative lodi e vespri. Continua a dichiaravi il suo amore; sono confuso, senza te non vivo, ma gli aperitivi mano nella mano, solo con lei, sì con lei, il tempo di lasciarla, tu sei la mia donna; ora devo andare da lei.

Bene se siete arrivate qua, se non volete affossarvi, se non volete arrivare con l’acqua alla gola, se vi amate e vi volete bene; tenete bene a mente questo libro che si chiama: “La scusa pronta”. Il vostro capitolo è il numero due: “Ti AMO, non mi puoi lasciare”.

All’interno una marea di scuse ottime per ogni occasione, litanie di ogni genere, frasi spezza cuore:
Sono confuso, senza te non posso vivere, ti penso ogni istante, l’altra non è niente, tu sei unica, sto impazzendo, ti vedo ovunque, tu sei un angelo, lei non è nulla, come faccio senza te, sei l’unica ragione della mia vita.

Che faccio continuo? Sì continuo ci sta un’unica cosa da fare quando vi dice non mi lasciare. Prendere un motoscafo e scappate, voi meritate una mare cristallino, bandiera blu.

Il presente post non ha nulla di personale, fatti, persone e avvenimenti sono realmente accaduti e accadranno ancora milioni di volte. Lontane dalle paludi, belle. 😉

Maria

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