Andare fuori a cena

Andare fuori a cena è una delle prime situazioni che una giovane coppia si trova a vivere insieme. Per giovane intendo quelli che iniziano a frequentarsi, non la loro età anagrafica.

Bene eccoli lì, eccoci qui; insomma pronti per l’uscita. Io e te ( e tutte le amiche su whatsapp che a cadenza di 5 minuti mandano messaggi, che carine!!!
Bene siamo qui. Lei vestita di tutto punto: capelli fatti, trucco fatto, capelli fatti, ciondolo, bracciale, orecchini, abito carino ma non troppo, tacchi alti ma non troppo, tutto nella media se no lui che penserà?
Lui arriva in giacca e cravatta, scarpa lucida ( ma stesse tornando da un matrimonio?) barba finta incolta, capelli finti incolti ( si sta stempiando), cellulare rigorosamente connesso alle testate giornalistiche sportive, per tifare o gufare all’occorrenza. Ci sediamo, arrivano i menù ed ecco iniziare la prima partita a scacchi della serata: con cosa si cena?

Il menù è improntato al tipico, lui si muore di fame, lei anche, ma nessuno di loro dichiarerà mai la verità. Siamo alla prima uscita, mai scoprirsi.

Ed ecco arrivare in tavola i piatti: lui mette in scena una finta competenza culinaria e quindi ordina un panino tipico. No mica il panino con le melanzane sotto olio stile nonna, ma un fantomatico panino chiamato Marenna. Ora chi ha avuto i nonni contadini sa che la marenna è un panino dal peso che varia dai 500 grammi ai due chili, scavato a stile tunnel da riempire con polpette, sugo, melanzane, sottolio.

Questo piccolo bebè arriva in posizione semiverticale e va mangiato rigorosamente con le mani, ustionandosi la bocca. Lui lo guarda e fa: ” Ma è troppo grande?” E inizia a intagliarlo come fosse un maialino arrosto sulla brace, vivisezionandolo pezzo pezzo, uno spettacolo macabro.

In contemporanea arriva il piatto di lei.

Un piatto ampio, con 5 cm di incavo riempito di una polenta liquida su cui naviga solitario un gamberetto rosa e una foglia di prezzemolo.

Insomma un finger food al cucchiaio. Ho detto uno, per intendere uno,  perchè con un cucchiaio il piatto è finito.

La cena finisce così. Lui che dice è troppo e lei che amor proprio e per la dieta a un certo punto trafuga un pezzo di pane per completare la presenza dei nutrienti della serata.

Nemmeno lo scambio dei piatti li salva, il nei vuoi un pò. La serata si spegne così con questa mancata condivisione, con questo incrocio di piatti, due mondi che si guardano e non si incrociano, nel frastuono del sabato sera che se ne va.

Restano come su una tela i due piatti mentre i due si alzano, unn pezzo di cane casareccio che gronda ancora sugo e polpette come una perenne sorgente, di fronte un piatto vuoto; ma non potevate fare metà e metà???

E dalle…….

( Le situazioni sono invenzione di chi scrive i piatti sono rigorosamente veri, io mi sono mangiata la pizza ) 🙂

Maria

2 Comments

  1. Beh che dire fino a che i cellulari saranno sui tavoli dei ristoranti, questo é il meno … il più deve ancora venire !!!

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