Come vogliamo chiuderla?

Quante di voi ( uomini e donne) aspettano che una data relazione si concluda senza soffrire?
Sono favole signori miei perchè qualcuno deve viverla un pò di sofferenza, ma vediamo quali possono essere queste situazioni spiacevoli:

Ti amo, ma tu sei troppo per me!

Sono d’accordo e allora perchè non te ne vai?;

Senza te non so stare

Ancora non mi hanno dichiarato bene dell’umanità, andiamo avanti.

Volevo dirti che le cose tra noi non vanno,

Mi era chiaro il concetto, ma lo sforzo è non vedersi;

Io ti penso sempre

Hai un altro /altra

Ma comunque ti penso

E io penso all’altro/altra.

E potremmo continuare all’infinito, ma a cosa servirebbe se non farsi male? Diciamolo, soprattutto alle donne, la sofferenza sembra un elemento costitutivo della femminilità; una lacrima la devi versare, il trucco si deve sciogliere, gli occhi si fanno a panda e vai con lo struccante.

Respirate, per cortesia respirate e ricordare che:

Gli uomini sono come i piatti, uno ne rompi e cient’ te ne accatti!

( Frase di mia nonna al mio esordio sulla fine della mia vita alla veneranda età di 30 anni, lei ne aveva 83 all’epoca). Il cambiamento ci rende migliori, le lacrime sono solo un mezzo per avviarsi dall’altra parte del ponte.

Maria

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