Caro Babbo Natale

Mio caro Babbo Natale,

sono qui a scriverti dopo anni.
L’ultima volta avevo 7 anni e mi aggrappavo all’idea che veramente tu venissi. La speranza nella mia vita è stata sempre l’ultima a morire.

Manca poco che tutti inizino a mandare messaggi di vario tipo con auguri, felicità e serenità.

Molti numeri non saranno registrati ma per fortuna tra whatsapp, google, facebook, instagram e telegram qualche faccia la riconosco. E scoprirò così che il mio numero è resuscitato da qualche rubrica e qualcuno, si è passato la mano sulla coscienza, e mi avrà scritto: “Auguri!”.

Viene subito dopo la domanda: “Ora che scrivo?” Spero di non produrre un veloce “Anche a te!” ma di scrivere qualcosa di appassionante, ironico e tagliente.

Poi mi salverò il numero e così la mia rubrica telefonica inizierà ad ingrassare, purtroppo ho perso molti numeri, ma non ho il coraggio di scrivere sui social, mandatemi un messaggio in privato, manco fossi Matteo Renzi.

Alla fine quando vuoi qualcuno un modo per acchiapparlo lo trovi sempre.

Dovrei chiederti qualcosa cosa, ma non ci riesco. Non ho nulla da chiederti, a 36 anni avere i piedi a terra e la testa in aria mi sembra già un miracolo.

Se dovessi chiederti qualcosa vorrei che tu potessi aiutare i bambini di Aleppo, ma non solo, anche quelli che in tutto il mondo non possono farsi una infanzia felice, serena, allegra.

Natale è la festa dei bambini, ma gli adulti ancora non lo capiscono e pensano che loro siano sempre giovani e gagliardi.

Invece no, il Natale è perchi ha gli occhi per sognare e per credere che tutto sia possibile se lo vuoi, se lo desideri, se ci credi con tutto te stesso.

Allora sì che Babbo Natale viene.

Lo so che arriverai e che qualcuno si mangerà la carota per le renne,
dopo essersi ingozzato già di suo al cenone,

ma lo sappiamo tutti che la verdura fa bene e rende belli. 🙂

Buon Natale
Babbo

Tua Maria

Maria

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